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giovedì, novembre 11, 2010

Dove suonano le cornamuse

Scozia, 1850 circa. Lady Catherine Dunmore, vedova del sesto conte Dunmore, eredita dal defunto marito le isole Harris, nelle Ebridi Occidentali. Tra quelle lande desolate, battute da inverni feroci, nei pochi villaggi di pescatori e agricoltori, i telai delle donne filano un ruvido, caldo tessuto, che lady Catherine apprezza tanto da riuscirlo a diffondere nel bel mondo della gentry scozzese, che a sua volta lo porta in Inghilterra, a Londra.
Londra, 1920 circa. Ormai il ruvido tessuto delle isole Harris è ben conosciuto nei migliori ambienti nobili e borghesi, e grazie ai migliorati sistemi di riscaldamento domestico, il tweed -questo, il nome del prezioso filato- comincia a profilarsi non più in completi, ma nelle sole giacche, dando avvio alla solida tradizione che riconduce l' emblematico indumento alle magioni britanniche.
Ad onor del vero, datosi che le imprese della pioneristica lady Dunmore sono ormai vecchie di settant' anni, si è diffusa l' errata credenza, dura a morire, che il tweed sia sì scozzese, ma della Scozia "continentale" -passatemi l' inappropriata definizione- e precisamente al confine tra Scozia e Inghilterra dove scorre il fiume Tweed, appunto. Ovviamente, nella migliore tradizione britannica, , la versione dei fatti meno probabile è anche quella corretta (sir Conan Doyle e lady Christie insegnano...): il tessuto, privo di un nome particolare,ma semplicemente chiamato "twill" (tessuto diagonale) -in scozzese tweel-, è stato storpiato da un "disattento" mercante inglese (Sherman, cofondatore dello storico marchio Sherman & Jameson) in tweed. Il mistero si infittisce quando, assunta l' origine isolana del tessuto, che di lì sarà chiamato Harris tweed (nonostante la produzione si sia diffusa anche tra Barra, Lewis e Uist, isole vicine alle Harris), si cominciano a espandere le maniffatture: da Islay, nelle Ebridi Orientali, alla contea di Donegal, fino ai Borders scozzesi, dove scorre l' ormai famoso fiume Tweed! Un po' come la diatriba tra Scozia e Olanda circa il golf, e un po' come per tutte le tradizione made in Scotland, gli aspetti di leggenda ed erudizione storica aggiungono fascino e sapidità al contenuto, ed è quindi necessario raccontarli, passeggiando tra i verdi manti erbosi, spazzati dai vanti del Nord, per raggiungere i giorni nostri, nei migliori atelier di moda del Mondo.
Ebbene sì, se la vulcanica madame Chanel scopre il tweed come tessuto dall' inaspettata carica femminile per i suoi tailleurs, consacrando il ruvido scozzese al dorato mondo dell' Haute Couture, Dior Balenciaga, Courregès, Balmain, Saint Laurent limano il suo temparamento da orso, e si crede quasi che il tweed sia diventato un filato da parties alla moda. Tuttavia, in tempi più recenti, i corsi e ricorsi storici riconsegnano, fortunatamente oserei dire, il tweed alla sua dimensione originaria: vento, freddo, foglie secche, magioni, antiche biblioteche, ed è così che lo vede Paul Smith, che ne fa l' uniforme dei moderni giovin signori d' oltremanica, che lo indossano dai volumi essenziali e dal taglio avvitato e asciutto, sebbene morbido, ad emblema della modernità che non rinnega le auguste origini. E al re dello smart-chic, fa eco il decano del dell' american preppy style, Ralph Lauren, che dedica al tweed un' ampia fetta della sua sempiterna collezione Polo, consacrandolo a quintessenza del casual chic, tanto più casual se, con l' andar degli anni, riceve i due sottogomiti in pelle come altrettante medaglie al valore, tanto più chic se , concedendosi l' assoluta perfezione, si acquista una giacca su misura rivolgendosi ad Huntsman, in Savile Row, specializzato nell' originale e selezionatissimo Harris tweed, o se, in cerca di qualcosa che, senza rinunciare alla classe, smenta tuttavia l' understatement gentilizio, si varca la soglia di Norton&Sons: tra oltre mille tweeds diversi per trama e colore, si trovano dei melangè porpora, giallo e blu cobalto da fare invidia al più dandy dei velluti. Se, nonostante la natura "di nicchia", la giacca di tweed è riuscita a conquistarsi un posto speciale nel cuoredegli Uomini di Stile, vuol dire che, percorrendo le strade dell' eccellenza, sipuò davvero vincere la Traditional Revolution!



Scotland, about 1850. Lady Catherine Dunmore, widow of the sixth earl Dunmore, inherits the Harris islands from the late husband, in the Western Hebrides. Between those desolate moors, beaten by ferocious winters,in the few villages of fishermen and farmers, the frames of the women spin a rough, warm fabric, so appreciated by Lady Catherine that she is able to spread the beautiful world of the Scottish gentry, which in turn port in England, in London. 
London, 1920. Now the rough fabric of the Harris islands is well known in the Best Companies, nobles and bourgeois, and thanks to improved home heating systems, the tweed-this is the name of the precious yarn- begins to take shape no longer complete, but only in the jackets, this will start the strong tradition that brings the 'symbolic garment to British mansions.To be fair, because of lady Dunmore' s gestas are seventy years old , has the wrong spread, die hard, that the tweed is really Scottish, but Scotland's "mainland" -excuse me for the inappropriate definition-on the border between Scotland and England where the River Tweed, in fact, is. Obviously, in the best British tradition, the version of events is even less likely the correct one (Sir Conan Doyle and Lady Christie teach that...): fabric, without a particular name, but simply called "twill" -tweel in Scottish idioma- was crippled by a "careless" English merchant (Sherman, co-founder of the historic brand Sherman & Jameson) in tweed. The mystery deepens when, taken the island origin of the fabric, which will be called Harris tweed from that (though the production has spread to Barra, Lewis and Uist, Harris nearby islands), is beginning to expand manifactures: from Islay in the East Hebrides, the county of Donegal, to the Scottish Borders, where runs the famous Tweed River! A little 'as the dispute between Scotland and Holland about the golf, and a little as with all traditions made in Scotland, the aspects of legend and historic lore, add charm and flavor to the content, so we have to tell you, walking through the green lawns, swept by the boasts of the North, to reach the present day, to the best fashion atelier in the world.Yes, if the volcanic discovers Madame Chanel tweed like fabric from 'unexpected charge for its women's suits, embodying the rugged Scot to the golden world of' Haute Couture, Dior, Balenciaga, Courreges, Balmain, Saint Laurent cut out his rude being.  However, more recently, courses and historical claims returned, dare I say fortunately, the tweed to its original size: wind, cold, dry leaves, mansions, old libraries, and that's how it is seen by Paul Smith, which makes the 'uniform of the modern young british offsprings , by wearing it with essential volumes and bolted and dry cut, although soft, as emblem of modernity that does not deny the great origins. And the king of smart-chic, is echoed by the doyen of the 'preppy American style, Ralph Lauren, who devotes to the tweed' large slice of his eternal Polo collection, dedicated to the essence of casual chic, the more casual though, with the 'over the years, receiving two  leather patches like so many medals, especially chic if, indulging to the' absolute perfection, you buy a jacket tailored to addressing Huntsman, in Savile Row, specialized in 'original and highly selected Harris tweed or whether, in search of something that, without giving up the class, denies, however, the noble 'understatement, it crosses the threshold of Norton & Sons where, from over one thousand tweeds different texture and color, are of mottled purple, yellow and blue cobalt envy at the dandiest velvets. If, despite the nature of "niche", the tweed jacket was able to win a special place in Men of Style heart, it means that, along the streets of 'excellence, winning the Traditional Revolution is really possible!

venerdì, ottobre 15, 2010

Tommy Hilfiger Cast by Grazia 14/10/2010

Ieri pomeriggio ho partecipato al cast indetto dal magazine Grazia per Tommy Hilfiger. Come ogni fashion-event milanese, anche questo è stato organizzato in maniera splendida ed assolutamente efficiente: uno staff molto disponibile mi ha indicato tutte le procedure per l' iscrizione, e nonostante la grandissima affluenza di pubblico ed aspiranti "membri" della "famiglia" Hilfiger (l' evento è stato denominato, appunto, "Ritratti di Famiglia"), l' attesa è stata dolcemente smorzata da gustosi aperitivi che convergevano " a fiumi" sulla piccola folla radunata nel reparto donna del negozio di P.zza Oberdan, e nonostante il poco tempo a disposizone, visto il successo ottenuto, lo staff Grazia e lo staff TH si sono prodigati per riuscire nell' impresa di accontentare tutti, ed il bello è che ci sono riusciti! Giudizio sull' evento e sulla sua organizzazione completamente positivo, soprattutto per il messaggio lanciato: la moda non è un Gotha di inarrivabili arroccato sulla perfezione, che lascia il resto del mondo a guardare; la moda siamo noi: essa è costruita quotidianamente da coloro che si lasciano suggestionare dalle opere, le comprano, le mettono in circolazione e ne creano il mito,così la Moda diventa Arte, e Lifestyle, così entra a far parte del bagaglio culturale di ognuno; altrimenti stiamo parlando di bellissimi pezzi di stoffa messi addosso a bellissimi mucchietti d' ossa... Completely Traditional Revolution!


Come rovinare la perfezione dell' evento...


Yesterday afternoon I attended the cast organized by Grazia magazine for Tommy Hilfiger. Like any fashion event in Milan, this was beautifully organized and in an efficient way: a helpful staff pointed out to me all the procedures for 'enrollment, and despite the huge numbers of visitors and prospective "members" of the Hilfiger "family" (the event has been called, in fact, "Family Portraits"), waiting was gently subdued by tasty appetizers that converged on the small crowd gathered in the women's department in the store in Piazza Oberdan, and despite the short time arrangements which, given the success achieved, the staff of Grazia and the staff of TH spared no effort to succeed in 'business to please everyone, and they did! Findings on event and its organization is completely effective, especially for the resounding message: fashion is not an unattainable perched on a perfect Gotha, which leaves the rest of the world watching, the fashion is us: it is built every day by those who allow themselves to be influenced by the works, buy them, put them into circulation and create the myth, so the Fashion becomes Art, Lifestyle and so became part of the cultural background of each one, otherwise we are talking about beautiful pieces of cloth to put on beautiful piles of bones ... Completely Traditional Revolution!

martedì, ottobre 05, 2010

Camminare sulle Nuvole...

Pioggia, freddo, vento: Inverno. E, quest' anno, oltre a giacche, maglioni, cappotti, sciarpe e guanti l' Uomo di stile avrà un' altra carta per giocare con il meteo ed il Gusto: i calzini. Troppo spesso relegati alla dimensione del "tanto, non si vedono", le calze da uomo sono effettivamente un accessorio fondamentale nel guardaroba e non solo perchè si vedono, eccome, ma soprattutto perche aggiungono un' allùre particolare alle mises più svariate: confinate i calzini bianchi di spugna nel borsone della palestra ed assumete come diktat che con l' abito si indossano solo clazini in filo di Scozia o caldo cotone blu o neri, per la sera (a meno che non ci si vesta di blu!), ricordando che, se si indossa lo smoking, i calzini saranno di seta nera a prescindere dalla stagione. Ciò detto, per tutti gli altri outfits sbizzarritevi pure a piacimento! Ad esempio, sono ormai da anni affermati i calzini di Gallo, a righe multicolori, elgantemente ariosi e liberi, da abbinare con jeans e maglione o, per i più arditi, anche con blazer e cravatta. Altra icona invernale sono i Burlington a rombi, con quell' aria molto preppy, i cui nobilissimi fratelli sono i preziosi Ballantyne in cashmere o filo di Scozia, da abbinare alle losanghe del maglione, ovviamente della stessa Maison. E se lo stile vuole essere formale e condensare la propria estrosità in un unico dettaglio, come non lasciarsi andare al molle lusso di un paio di Church's, in filato di lana merinos, quasi impalpabili, con una corona ricamata a mano sul lato della calza destra? O, ancora, come non cedere al richiamo della claze di Hermés, in fil d' Ecosse tinta unita, sormontate dall' H rigorosamente a contrasto o, emblema della sbarazzina eleganza alla francese, tono su tono? Quando il freddo punge, non possono assolutamente mancare i caldissimi calzini in cashmere della collezione Polo by Ralph Lauren, magari nell' iconico giallo crema, assoluta espressione di un' eleganza mai ingessata, ma in continuo movimento, percorrendo i sentieri della Traditonal Revolution...




Rain, cold, wind: Winter. And, this year, as well as jackets, sweaters, coats, scarves, gloves the' Man of Style will have another card to play with the weather and Taste: the socks.Too often relegated to the realm of the "doesn't matter, not seen", the socks are actually a key accessory in the wardrobe and not just because you see, oh yes, but mainly because it adds a special allure to the various outfits:you've to confine white terry-cloth socks in the gym bag and hire as diktat that with a dress you wear only socks in lisle cotton, blue or black, for the evening (unless you are dressed in blue!), whereas, if you are wearing a dinner jacket, they will be black silk socks in all seasons. That said, for all other outfits go wild well at will! For example, for many years established the Gallo socks, striped multi-colored, airy and free enjoy, to be worn with jeans and a sweater or, for the more daring, even with blazer and tie. Another winter image are the diamonds in Burlington, with that very preppy look, whose noble brothers are precious  Ballantyne in cashmere or yarn of Scotland, to go with the diamond sweater, obviously by the same Maison. And if the style is intended to be formal and condense his flair in a single detail, such as not letting go the soft luxury of a pair of Church's, wool yarn merino, almost ethereal, with a crown embroidered by hand on the side of the right sock Or, how not to yield to the call of the socks of Hermes, in plain fil d 'Ecosse, topped by' H or strictly by contrast, the emblem of saucy French elegance, tone on tone? When the cold bites, can not miss the scorching collection of cashmere socks by Polo Ralph Lauren, perhaps in the 'iconic cream yellow, absolute expression of an elegance never plastered, but in continuous movement along the paths of Traditonal Revolution .. .

mercoledì, settembre 29, 2010

Mocassini, compagni d' avventure 365 giorni l' anno

Immaginate di poter vivere un' estate lunga un anno. In effetti è possibile... andando a vivere ai tropici, oppure ritirandosi su un Wally, lo yacht-isola in grado di fare il giro del mondo in completa autonomia, oppure... oppure tenendo con sè gli inseparabili compagni di mille avventure anche a stagione finita. Semplicemente indossandoli. Ci hanno accompagnato in infinite passeggiate serali sui pontili, hanno condiviso con noi l' ebrezza della furia marina, hanno sostenuto la nostra determinata traversata di intere metropoli, alla continua scoperta di meraviglie inimmaginate, in questi primi albori d' autunno passeggiano ancora con noi di buon grado... i mocassini sono stati davvero nostri compagni di vita nei tre mesi appena trascorsi, e possono esserlo ancora per i successivi otto, basta permettergli un semplice "cambio d' abito": dagli istituzionali "Gommino" di Tod's, ai più specializzati Car Shoe (in cui i gommini sono disposti e tagliati in modo da fare maggior presa sui comandi dell' auto), passando per i "Brera" dei Fratelli Rossetti, uno dei primi esempi di radical-chic made in Italy, le amate calzature si alzano di qualche millimetro, rinforzano appena la tomaia e si coprono un po' meglio, diminuendo la scollatura e sostituendo suéde e nappa a vitello e camoscio. Si declinano nelle tonalità cromatiche tipicamente autunnali , pur senza dimettere del tutto le tenui e radiose nuances estive, magari per il piacere dei più ardimentosi, che al grigio, al verde bosco, ai dettagli rossi, al testa di moro e al nero, continueranno a preferire celeste e verde pastello, per sfidare i girigiori cittadini. E se si gioca di meno con fiocchi e nappe (fatti salvi il fiocco di Tod's, le nappine Brera e le frange frontali "so British" di Church's), la più fervida immaginazione faticherà a immaginare le possibilità di ironica variazione sul tema che l' Uomo di Stile avrà abbinando i mocassini preferiti a calzini rigorosamente gioiosi, loro sì "armi" di una Traditional Revolution, mai stucchevole nè gridata...

I mostri sacri, versione invernale...







Imagine you can live a one year summer long. In fact, you can ... going to live in the tropics, or retiring on a Wally, the yacht-island which can go around the world in complete autonomy, or ... or taking with you the inseparable companions of many adventures in the season also ended. Simply wear them.They accompanied us in endless evening walks on the wharves, they have shared with us the 'thrill of the sea fury, bore our determined crossing entire cities, in a continuous discovery of unimagined wonders, in these first fall days they walk with us willingly ... moccasins were really our living friends in the three months just passed, and may remain so for the next eight, just allowing them a simple change of 'habit': from the institutional "Gommino" by Tod's, to more specialized Car Shoe (in which rubber is cut and arranged in a way that gives a better grip on the car controls), through the "Brera" of Fratelli Rossetti, one of the first examples of radical-chic made in Italy, the popular footwear rise a few millimeters , strengthen the upper and cover just a bit 'better, decreasing the neckline and changing suede and soft leather with calf and buckskin. They' re available in shades of colors typically fall, while not entirely dismiss the soft and happy summer hues, perhaps for the pleasure of the most daring, who to gray, forest green, with red detailing, dark brown and black, will continue to prefer blue and pastel green, to challenge metropolitan shadows. And if you play less with bows and tassels (subject to the bow of Tod's, the Brera tassels and the "so British" front fringes of Church's), the most vivid imagination will find it hard to imagine the possibilities of ironic variation on the theme that ' Man of Style has matching favorite moccasins to strictly joiful socks, that are "weapons" of a Traditional Revolution, never cloying, nor crying ...

martedì, settembre 28, 2010

Ermenegildo Zegna Menswear FW 10-11 Backstage

L' Uomo di Ermenegildo Zegna, quest' inverno si veste a festa per il centenario della fondazione della Maison. Eppure, i preziosi tessuti e la raffinata essenzialità di forme e volumi non conferiscono eccessivo rigore alla sua figura, contribuiscono, anzi, a conferirgli una disinvolta e fresca allùre di garçon chic, declinata nei colori cardine dei classici senza tempo: grigio, blu e nero, che fanno risaltare la sua fresca spontaneità, come le immagini di questo backstage dimostrano.

Nati con la Camicia, ovvero il Piacere di indossare una Istituzione

L' Uomo di Stile, nell' abbigliarsi, sarà sempre in perfetta sintonia col proprio guardaroba e avrà imparato ad appropriarsi dei propri capi d' abbigliamento. E, prima ancora che di un abito, un cappotto o un accessorio, bisogna imparare ad appropriarsi della propria camicia, a non vederla come un semplice pezzo di stoffa, ma come un oggetto di culto, che accomuna milioni di uomini e di storie personali, che ha accompagnato l' Uomo dal risveglio Rinascimentale, passo per passo, nella sua evoluzione verso la modernità. Proprio per questo particolarissimo carattere, la camicia assurge ad istituzione, e come tale va rispettata: bandite le camicie dai colori improbabili, o dai tessuti lucidi o paillettati allo stesso modo di quelle a manica cortissima, magari col polsino all' altezza del bicipite (ovviamente pompato allo spasmo, nel soggetto che porta certe "cose"),corredate di quanto mai improponibili doppi colletti e stemmi vari... la camicia è una e una sola:a manica lunga, con spalle ben proporzionate, scende avvitata, ma mai fasciante lungo il torace,si chiude con bottoni di madreperla australiana e finisce, stondata ai lati, una decina di centimetri sopra il ginocchio; le uniche note di originalità che sono non soltanto permesse, ma direi richieste, sono la scelta tra la moltitudine di fogge di colletti e polsini disponibili, l' apposizione di cifre e la scelta tra la camicia dello stesso colore in tutte le sue parti, o con le estremità (colletto, polsini e rinforzi laterali) di colore bianco. Naturalmente la scelta non è lasciata al caso, ma si opera in base allo stile che si intende adottare, e alla propria corporatura, in generale,  la scelta più comune sul mercato è la seguente:
Collo Francese-COLLETTI:
Colletto Francese: altresì detto Cutaway Collar, ha una vela particolarmente aperta e punte larghe, molto elegante, nella versione bianca su camicia di colore diverso ricorda il mondo della Belle Epoque degli anni '20, data la sua spiccata origine europea. E' opportuno indossarlo con cravatte  dall' anima piuttosto spessa e nodi di media dimensione che ne facciano risaltare l' ampiezza. Non è particolarmente indicato per la sera, in quanto, pur essendo formale, comunica un' idea di ariosa libertà che mal si confà alle serate mondane. Una concessione si può fare a patto che si sia giovani, si abbia la personalità per indossarlo e si scelga una camicia bianca.
Colletto IngleseColletto Inglese: detto anche Tourndown Collar, è il classico colletto rigido, rovescabile, dalle punte rigide e strette, la vela è variabile, da scegliere in base al tipo di cravatta che vi si vuole indossare. Grazie alla grande diffusione sul mercato di questo genere di colletto, è possibile dotarsi di camicie molto diverse tra loro, anche se con lo stesso collo. A mio personale giudizio, la sua "ordinarietà", gli sottrae fascino, eppure resta il più adatto a qualsiasi evenienza. Al contrario del Francese, il Colletto Inglese bianco deve sempre abbinarsi ai polsini dello stesso colore, e non comunica un' idea di eccentricità sbarazzina, ma di seria professionalità.
colletto buttondownColletto "Buttondown" :nonsante l' espressione inglese pressochè intraducibile, "buttondown" è la definizione italiana datat al colletto inventato da Brooks Brothers e divenuto metonimia antonomastica della camicia (neologismo che indicherebbe una metonimia che non solo indica una parte per il tutto, ma sostituisce addirittura il tutto). Inutile dire che è indicato per tutte quelle situazioni sportive, dove il pullover è d' obbligo e la cravatta un vezzo da anzianotti, sebbene alcuni personaggi degli ultimi anni, annodino con disinvoltura cravatte in chachemire su questi colli.
Una discettazione a parte andrebbe fatta per il Collo Diplomatico, con ali ribattute verso l' alto, da usare col frac, ma rimando il tutto ad altra sede.
Invece, mi prendo ancora un po' di libertà di annoiarvi, discutendo dei molteplici polsini reperibili sul mercato, perchè una camicia che finora è uscita perfetta può facilmente essere rovinata dal polsino sbagliato:
polsino semplice-POLSINI
Polsino stondato due bottoni, asola unica: è il polsino classico, dal bordo stondato, con due bottoni posti uno di fianco all' altro per regolare la larghezza del polso (io prediligo chiudere il destro stretto e il sinistro largo, dato che porto l' orologio)-
gemello.Polsino per Gemelli: è il polsino con le sole asole, da chiudere con i gemelli. Può essere semplice (a uno strato), o doppio (il polsino necessita di due piegamenti per essere chiuso) .
Potete svegliarvi... L' articolo è finito!!